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È uscito il n. 58/2017 della rivista storica ALTAMURA.
I soci in regola con il versamento della quota sociale possono ritirarlo.
Il primo numero della rivista "Altamura" - 1954
L'A.B.M.C. pubblica fin dal 1954 una rivista storica intitolata «ALTAMURA», che è anche bollettino di informazione della vita e dell'attività dell'Ente.
Fu fermamente voluta dal prof. Michele Di Fonzo, primo presidente dell'A.B.M.C., come risposta agli attacchi rivolti dalla stampa regionale e nazionale alla città di Altamura che non aveva commemorato la figura di uno dei suoi illustri cittadini, lo scienziato Luca de Samuele Cagnazzi, nel centenario della morte.
La rivista di propose, dunque, come "documentazione della vita culturale della città, pubblicazione di fonti storiche, incitamento e guida negli studi, legame spirituale fra gli altamurani e in particolare fra Altamura e i suoi figli che ne vivono lontano; soprattutto documentata affermazione dell'apporto altamurano alla compagine regionale e nazionale".
La pubblicazione viene offerta in omaggio ai soci dell'A.B.M.C., alle biblioteche italiane e ad alcune straniere, ai privati ai quali si ritiene possa interessare e viene scambiata con analoghe opere edite da altri enti ed associazioni

I tre cannoni furono utilizzati dagli altamurani per difendere la città dall'assalto delle truppe sanfediste del cardinale Fabrizio Ruffo nelle giornate dell' 8, 9 e 10 maggio 1799.
Sono passati alla storia con i nomi di PEZZENTE, DENTAMARO, SFRATTACAMPAGNA. I cimeli furono inviati nel 50° anniversario dell'Unità d'Italia a Napoli per l'allestimento della "Mostra dei ricordi storici del Risorgimento Meridionale d'Italia" inaugurata il 25 maggio 1911. Non più ritirati, furono conservati in alcuni ambienti sotterranei del Museo Nazionale di San Martino.
Dopo varie traversie, tornarono per interessamento dell'A.B.M.C. ad Altamura. Attualmente sono collocati in via provvisoria presso la sala conferenze dell'Ente.
È uno dei reperti più pregiati ed antichi presenti tra i materiali museali e proviene dal Museo civico ottocentesco della città.
Il cofanetto limosino di Altamura è un reliquario a smalto e rame dorato, tipico prodotto della oreficeria medievale di Limoges. È costituito da una cassa in legno di quercia sagomata a forma di tempietto ad una navata, coperto da un tetto a spiovente, poggiante su quatto peducci cubici angolari rivestiti in rame dorato.
La decorazione a smalto delle piastre è ottenuta mediante escavazione della lamina (tecnica dello champlevé) e per immissione dello smalto in polvere, attaccato al rame per fusione. Le figure sono ottenute risparmiando la superficie del metallo; i colori, armoniosi e delicati, comprendono il blu, il turchese, il verde, il giallo, il violetto, il rosso porpora. Le scene, tratte dalla Passione di Cristo, raffigurano la Presentazione al tempio e la Crocifissione. Ai lati si trovano figure ieratiche di santi
L’oggetto, datato al XII secolo, custodiva qualche frammento della Croce di Gesù e potrebbe essere appartenuto alla Basilica di S. Nicola di Bari e giunto ad Altamura come dono di qualche alto funzionario angioino o dello stesso re Roberto d’Angiò.
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Decorato su tutte le facciate. Le scene principali, Presentazione e Crocifissione di Cristo, si trovano sul fronte. Sui fianchi due apostoli. Sul retro decorazione a motivi floreali e geometrici.
Parte frontale superiore
Le scene della parte superiore raffigurano la Presentazione al tempio di Gesù Cristo su fondo azzurro. La piastra è divisa da una fascia turchese e arricchita da fiori e margherite.
I personaggi maschili, Giuseppe, Simeone ed un altro anonimo, sono raffigurati con viso giovanile e imberbe. La Vergine ha il capo coperto dal mantello.
Parte frontale inferiore
Al centro è rappresentata la Crocifissione. Sotto i bracci della croce la Vergine e San Giovanni.
Sulla sommità della croce l’iscrizione IHS XPS (Iesus Christus). Ai lati, in “glorie” quadrilobate, si trovano due apostoli. Riconoscibile a sinistra l’apostolo Pietro (con chiave e vangelo). L’altro è probabilmente Paolo.
Fianchi
Sui fianchi sono raffigurati altri due apostoli, difficilmente identificabili, stanti e in posizione frontale. Indossano tunica con laticlavio ornato di losanghe e il mantello.
Parte posteriore
Sui fianchi sono raffigurati altri due apostoli, difficilmente identificabili, stanti e in posizione frontale. Indossano tunica con laticlavio ornato di losanghe e il mantello.
E’ costituita da una piastra unica smaltata sullo spiovente ed altre tre sul lato rettangolare.
La decorazione è tipica degli ateliers limosini: un reticolo di quadrati che racchiudono fiori quadripetali.
Al centro un piccolo sportello che si apre verso il basso permette la visione dell’interno. Ancora oggi presenta tracce di decorazioni geometriche di color ocra. Un tempo il cofanetto era provvisto di serratura.

Come per l'Archivio, anche gran parte del materiale museale custodito dall'A.B.M.C. proviene dal patrimonio conservato nell'ottocentesco Museo civico di Altamura che fu sciolto nel 1909. Tutti gli oggetti furono conservati presso i locali del Liceo Classico "Cagnazzi" e salvo alcune eccezioni (come il primo fondo pergamenaceo e il polittico quattrocentesco del Vivarini che furono affidati rispettivamente all'Archivio di Stato di Bari e alla Soprintendenza di Bari) ceduti nel 1949 dal Comune all'Ente in occasione della stipula della convenzione.
Fino alla creazione del Museo Archeologico Statale di Altamura, l'A.B.M.C. conservava anche il patrimonio archeologico del vecchio museo, accresciuto notevolmente negli anni successivi in seguito a numerosi scavi effettuati sia nell'ambito della città che nel suo territorio e alle donazioni di privati.
Attualmente, tra i numerosi reperti storici, il museo dell'ente può vantare diversi dipinti, oggetti vari (medaglie, monete, cimeli risorgimentali e delle guerre mondiali), mobili antichi, materiale lapideo, statue, busti bronzei ed altro.
Appartengono al Museo Civico ottocentesco:
- i dipinti antichi
- la serie dei ritratti dei re del Regno di Sicilia e Napoli
- mobili antichi
- medaglie e oggetti vari
Acquisizioni per donazione e deposito:
- dipinti degli artisti altamurani Raffaele e Tina Laudati
- i tre cannoni della reistenza della città di Altamura al cardinale Ruffo nel 1799
- dipinti vari
- statue
- una vera di pozzo in pietra bianca
- una vasca battesimale in pietra
- busti in bronzo
- oggetti appartenuti al musicista altamurano Saverio Mercadante
FONTI: GENNARO MARIA PUPILLO, Conservare nella memoria dei posteri gli uomini, i fatti e le cose meritevoli pertinenti a questo Comune:la nascita del Museo Civico di Altamura, Tesi di laurea, a.a. 2002-2003.
Arte e restauri nella storia di Altamura - Catalogo della mostra, in «Altamura», nn.27-28

La biblioteca dell'Ente costituisce per numero di volumi e specificità delle raccolte una delle più ricche della Regione.
Il nucleo originale deriva dal patrimonio della ex Biblioteca Comunale nella quale erano confluite anche le dotazioni bibliografiche del Regio Liceo Ginnasio "Cagnazzi" e del Monte a Moltiplico, un'istituzione cittadina sorta con l'obiettivo di amministrare il denaro e le proprietà raccolte per la erezione a vescovado della chiesa arcipretile della città e finita poi, nel XVIII secolo, a sostenere il Regio Studio o Università degli Studi e successivamente il Seminario e le Scuole superiori.
La dotazione iniziale di libri si è nel corso di oltre mezzo secolo più che raddoppiata in seguito a donazioni ed acquisti ed oggi la biblioteca può vantare circa 90.000 volumi di vario argomento, con una ricca scelta di titoli di storia locale e regionale.
La Biblioteca conserva un discreto numero di edizioni antiche, rare e di pregio tra cui
18 incunaboli
434 cinquecentine
e parecchi volumi pubblicati nel XVII e XVIII secolo.
Possiede, inoltre, un'emeroteca piuttosto ricca e varia: numerose sono le testate di fine Ottocento e dei primi decenni del secolo successivo, molte delle quali testimoniano una fiorente editoria locale di stampo satirico-politico.
Vengono acquistate o ricevute in dono o per scambio oltre 115 periodici, raggiungendo così un totale di circa 1000 testate.
In archivio è conservata la partitura originale dell'Inno a Sant'Irene composta dal musicista altamurano Saverio Mercadante (1795-1870).
Nel 1844, il maestro accolse l'invito rivoltogli dal sindaco della sua città natale, il barone Tommaso Melodia, di partecipare in agosto alle feste patronali in onore dell'Assunta e di Sant'Irene, protettrici di Altamura.
Fu la prima e purtroppo l'unica volta in cui Mercadante tornò nella città che gli aveva dato i natali e da cui era partito fanciullo.
Al suo arrivo gli furono tributati grandi e solenni onori. Fu tanta la commozione del musicista, che egli donò la partitura dell'Inno a Sant'Irene, che aveva composto espressamente per l'occasione, scrivendo di suo pugno una dedica in calce: "In attestato di eterna gratitudine ai suoi amati concittadini di Altamura. Mercadante".
Le opere digitalizzate del Maestro possono essere reperite al seguente indirizzo: http://www.
L'A.B.M.C. custodisce anche numerose partiture manoscritte, per lo più di musica sacra, dei compositori altamurani appartenenti alla famiglia Festa: Andrea, Giovanni e Fabrizio (le schede delle loro opere presenti nella biblioteca dell'Ente sono reperibili al seguente indirizzo: http://opac.sbn.it/
Nel 1532 la città di Altamura riuscì a riscattare la sua regia demanialità, pagando la somma di 20.000 ducati a Lucreazia di Montaldo, vedova dell'ultimo signore feudale Onorato Gaetani.
Dopo averla riscattata dalla feudalità, i notabili cittadini si recarono a Napoli dal vicerè Pietro di Toledo affinché questi "accettasse, omologasse e facesse confermare dall'imperatore Carlo V il regio demanio della città". Ritenute fondate le richieste, il 16 luglio 1533, Pietro da Toledo firmò il documento col quale riconosceva ai cittadini di Altamura tutti i capitoli di grazie e i privilegi concessi dai precedenti sovrani che vennero ritrascritti.
Questo importante documento, intitolato "Lo Demanio di Altamura" era conservato nell'Archivio di Stato di Bari e fu ceduto nel 1974 dal suo direttore, prof. Pasquale Di Bari, all'A.B.M.C grazie anche alle insistenze dell'allora presidente dell'Ente, conte Celio Sabini.
Le istanze avanzate dagli altamurani al vicerè contenevano richieste di carattere economico e furono accettate, mentre quelle amministrative furono sottoposte al giudizio del potere regio.
Gli altamurani delegarono dunque alcuni notabili della città affinchè ottenessero anche l'approvazione del sovrano. Questa venne concessa dall'imperatore Carlo V d'Asburgo con un lungo documento in pergamena datato 31 gennaio 1536 e chiamato "Libro Rosso" o "Libro Magno". L'imperatore riconosceva alla città di Altamura tutti i privilegi concessi da Federico II di Svevia in poi, fino agli Aragonesi.
La città tornava dunque al regio demanio, ma per un breve periodo, in quanto fu ceduta in dote a Margherita d'Austria, figlia di Carlo V, che andò in sposa a Ottavio Farnese, principe di Parma. Iniziava così la dominazione farnese su Altamura
1.
1414 luglio 16, Altamura.
Roberto di Giovanni di Agata di Matera, abitante in Altamura, vende a I o h a n n u c i o di Tricarico, di Matera, la metà di una vigna posta in territorio di Matera, in località Serra Rifusa per la somma di un’oncia e quindici tarì.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 1 [A].
Pergamena in discreto stato di conservazione. Lieve rosicatura di topi sul margine destro, in alto e una leggera macchia d’umido lungo il margine destro, a metà della membrana, che in quest’area ha determinato lo sbiadimento dell’inchiostro.
Notaio rogatario: Lorenzo di Costantino
2.
1428 febbraio 4, Matera.
Caterina, abitante in Matera, con il consenso di Silvestro di Martucio, suo padre e legittimo mundoaldo, cede a Donato di Giacomo la metà di una sala ereditata dalla defunta Lucrezia di Giovanni P i z a r e l l i, sita nella medesima città, nel pittagio della maggior chiesa, ricevendo in cambio tre casili diroccati, posti nel medesimo pittagio e la somma di tre once e quindici tarì.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 2 [A].
Pergamena in buono stato di conservazione. Lievi rosicature di topi in alto, a sinistra.
Notaio rogatario:Antonio di Angelo di Costanza.
3.
1439 dicembre 11, Milano.
Alla presenza di Giovanni d e L a g u a r d a, console di giustizia di Milano, D o n i n a d e L a c l u x a, abitante in Porta vecchia, nella stessa città, figlia del defunto G a p i c u t i s di Giovanni, dottore in legge e vedova di Giovanni di Cazago, tutrice e curatrice delle figlie Caterina, detta Athilla, A n g e r i n a e M a l g a r i n a, col consenso di Elia d e L a c l u x a , suo agnato, fa compilare un inventario di tutti gli averi lasciati dal marito e consistenti in quattro parti su cinque di numerosi beni immobili con relativo valore, siti in varie zone della città e diversi beni mobili e oggetti di corredo.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 2bis [A].
Pergamena in buono stato di conservazione. Due piccoli fori in alto a sinistra dovuti a difetto di concia, che non pregiudicano la lettura del documento.
Notaio rogatario: Cristoforo d e M a g a n z i i s.
4.
1443 gennaio 13, Matera.
R u c c i a di Simone d e M i t a, abitante in Matera, giacendo inferma nella sua casa sita nel Sasso Caveoso della stessa città, nella contrada della chiesa di San Silvestro, avendo nominato suo erede universale il marito, mastro Nicola Abbate di Matera, lascia a Pietro d e C i m i n e l l o, prete della stessa città, la casa in cui abita, con tutte le sue pertinenze, una vigna alberata e un vignale di terra incolta poste nel territorio di Matera, in località F r a t t i n i s con l’obbligo di celebrare ogni settimana, in perpetuo, una messa in suffragio della sua anima e impegnando il marito e i suoi eredi, rimasti a godere dei beni suddetti, a versare annualmente al detto Pietro d e C i m i n e l l o, prete, la somma di sei tarì.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 3 [A].
Pergamena in buono stato di conservazione.
Notaio rogatario:Nicola di Matera.
5.
1446 settembre 15, Altamura.
Nella corte regia di Altamura, alla presenza di Francesco di N o h a di Lecce, dottore in legge e principale luogotenente, compare Nicola di Giacomo d e A m u l l o prete, sacerdote di Altamura, in qualità di procuratore ed economo del monastero di Santa Maria Nova di Matera, il quale contesta a Martino di Giacomo di Marinella, abitante in Altamura, il possesso di due appezzamenti di terra siti in territorio di Matera, in località La Rossa, i quali, dopo gli accertamenti del caso, vengono restituiti al suddetto monastero.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 4 [A].
Pergamena in buono stato di conservazione. Leggero sbiadimento dell’inchiostro, soprattutto nella parte centrale della membrana, dovuto ad una lieve macchia d’umidità.
Notaio rogatario: Angelo di Pietro notaio.
6.
1475 dicembre 20, Miglionico.
Colella, vedova di Mangerio di Roberto notaio, abitante in Miglionico, con il consenso di Antonio, suo figlio e Francesco di Giovanni prete, suoi legittimi mundoaldi, vende a Nardo d e G u r r i s i o notaio, della medesima città, un appezzamento di terreno, sito in territorio di Miglionico, in località P l a n e S t h e r t i n e al prezzo di un’oncia e dieci tarì.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 5 [A].
Pergamena in buono stato di conservazione.
Notaio rogatario: Paolo di Pomarico.
7.
1484 maggio 17, Matera.
Giovanni P a p p a l (e r) r a, regio capitano di Matera, in seguito alla richiesta avanzata da Giovanni di Monteleone, prete, cappellano dell’arcivescovo di Matera e Acerenza, conferma le disposizioni contenute in un documento di Ferdinando, re di Sicilia, a lui presentato dal richiedente, e ordina che lo stesso sia rimesso in possesso di quei benefici usurpati ingiustamente da Donato di Scalcione, di Matera.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 6 [A]. Co p i a a u t e n t i c a i n s e r t a [ B].
Pergamena in buono stato di conservazione. Lievi rosicature sul margine destro dovute ai topi, due piccoli fori a livello delle sottoscrizioni causate da difetto di concia e altri forellini diffusi su tutta la membrana ascrivibili all’azione dei tarli.
Notaio rogatario: Andrea d e P a s c a r e l l i s.
8.
1501 gennaio 17, Matera.
Giovanni Paolo Pirro, dottore di Taranto, concede alla moglie Isabella, figlia di Giovanni Brancali di Matera, il m o r g i n c a p, consistente nella quarta parte di tutti i suoi beni mobili ed immobili.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 7 [A].
Pergamena in buono stato di conservazione. Tre piccoli fori, in basso a destra, dovuti a difetto di concia.
Notaio rogatario: Pietro d e S o x i i s.
9.
1502 giugno 14, Matera.
Eustasio di Donato di T e r r a m i n i c h i l o, abitante in Matera, vende a Battista Melvindi della stessa città, un vigneto con alcuni alberi, sito in territorio di Matera, in località S. Maria d e B a l e a, per la somma di cinque once.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 8 [A].
Pergamena in buono stato di conservazione. Un piccolo foro al centro dovuto a rosicatura di topi e lievi macchie scure lungo il margine destro e in basso provocate dall’umidità.
Notaio rogatario: Pietro Paolicelli
10.
1505 giugno 25, Taranto.
Gesmundo di Marco abitante in Montemurro si impegna a versare la rimanente somma di 264 ducati a Battista Melvindi di Matera sul prezzo d’acquisto di 346 ducati di una certa quantità di vacche, prima di lasciare la terra di Massafra, nella quale si sarebbe recato.
Or i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 9 [A].
Pergamena in buono stato di conservazione.
Notaio rogatario: Evangelista d e M u s t o.
11.
1517 agosto 1, Pavia.
Verbali delle sedute del processo celebratosi il 27 e il 31 luglio dello stesso anno presso il tribunale di Pavia, alla presenza di Giacomo Altamura, vicegovernatore e luogotenente del magnifico Aloisio Dars, governatore di quella città, nel quale Angelello d e V i s o, abitante in Matera, aveva citato in giudizio presso quella corte Battista Melvindo, di Matera, assente, ma rappresentato da Bernardo d e V i l l a n i s, procuratore di Pavia; non essendosi presentato il citato Angelello, nel termine stabilito di tre giorni, lo si condanna in contumacia al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni nei confronti di Battista Melvindo, che viene sciolto dall’obbligo di presentarsi presso quel tribunale.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 10 [A]. Co p i a a u t e n t i c a i n s e r t a [B].
Pergamena in discreto stato di conservazione. In alto a destra, è presente un grosso foro dovuto a difetto di concia che non pregiudica, però, la lettura del documento; un altro, di piccole dimensioni, dovuto all’azione dei tarli, si riscontra in basso a sinistra. Lieve sbiadimento dell’inchiostro nella parte superiore dovuta all’umidità. Nella parte inferiore, al centro, si notano tracce del sigillo cereo impresso, ormai deperdito.
Notaio rogatario: Antonio d e B u r g o.
12.
1519 maggio 17, Matera.
Donatello d e A n g e l i s a, abitante in Matera, vende ad Andrea di Guglielmo di Gualtiero una costruzione agricola circondata da muro e la metà di un suolo antistante, siti in Matera, nel pittagio della maggior chiesa, al prezzo di sette once e venti tarì, computati sessanta carlini per oncia.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 11 [A].
Pergamena in buono stato di conservazione. Lievi macchie scure, in alto a sinistra e in basso a destra, dovute all’umidità.
Notaio rogatario: Pietro d e P a u l i c e l l i s.
13.
1591 aprile 22, Matera.
Su richiesta di Donato Gattini di Matera, alla presenza del governatore di quella città e di numerosi testimoni, viene aperto il testamento della defunta Artemisia de Angelis, moglie di Fabrizio Saliceto, di Matera, che istituisce suoi eredi universali i figli Donato e Silvestro Gattini, obbligandoli a provvedere alla sua sepoltura e a far celebrare messe in suffragio della sua anima e di quella del defunto Scipione Gattini, suo figlio; nomina, inoltre, usufruttuario dei suoi beni dotali, vita natural durante, il marito Fabrizio Saliceto.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 12 [A]. Co p i a
a u t e n t i c a i n s e r t a [ B].
Pergamena in discreto stato di conservazione. Alcuni piccoli fori, in alto e al centro, dovuti all’azione dei tarli.
Notaio rogatario: Nicola di Giovanni Ioculano.
14.
1591 maggio 24, Matera.
Camilla Gattini, abitante in Matera, sentendosi prossima alla morte, nomina erede universale suo fratello Silvestro con l’obbligo delle esequie.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 13 [A].
Pergamena in cattivo stato di conservazione. Numerose macchie scure dovute all’umidità hanno sbiadito l’inchiostro, rendendo difficoltosa la lettura. Si riscontrano, inoltre, in alto e in basso a sinistra, parecchi fori dovuti a rosicature di topi.
Notaio rogatario: Nicola di Giovanni Ioculano.
15.
1591 maggio 25, Matera.
Nicola di Giovanni Ioculano, pubblico notaio di Matera, accogliendo la richiesta avanzata da Pietro de Angelis che agisce in nome e per conto del fratello Gregorio, alla presenza del giudice ai contratti e di numerosi testimoni, rilascia copia autentica di un atto rogato in Matera il 1508 agosto 16 dal defunto notaio Rainaldo di Stefano, della medesima città, riguardante la divisione di alcuni beni immobili tra i defunti Antonello di Giacomo de Angelis e Giovanni, suo fratello.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 14 [A]. Co p i a a u t e n t i c a i n s e r t a [ B].
Pergamena in cattivo stato di conservazione. Si riscontrano due ampi fori nella membrana, dovuti a rosicature di topi.
Notaio rogatario: Nicola di Giovanni Ioculano.
16.
1602 dicembre 20, Roma.
Breve del protonotario apostolico Marcello Lante indirizzato al Capitolo metropolitano di Matera.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 15 [A].
Pergamena in discreto stato di conservazione. Si riscontrano alcuni fori lungo le linee di piegatura.
17.
1613 febbraio 20, Matera.
Verbale di ricognizione di alcuni beni immobili siti in Matera effettuata su richiesta di Giulia Melvindi, moglie del defunto Silvestro Gattini e tutrice dei suoi figli.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 16 [A].
Pergamena in cattivo stato di conservazione. L’umidità ha creato un diffuso sbiadimento dell’inchiostro, rendendo difficoltosa, in molte parti, la lettura. Piccoli fori dovuti a rosicature di topi.
Notaio rogatario: Leonardo Labella.
18.
1620 gennaio 15, Matera.
Gabriele Panetta, pubblico notaio di Matera, su richiesta di Gregorio Papaleone e Orazio dello Morello, rispettivamente priore e procuratore della cappella del SS. Rosario della medesima città, rilascia copia autentica di un documento rogato il 1600 gennaio 5 in Matera dal defunto notaio Carlo Spinelli, riguardante la concessione di un prestito di cinquanta ducati ai fratelli Giovanni Antonio e Simmino de Viglianno, prelevati dalla dotazione della citata cappella.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 17 [A]. Co p i a a u t e n t i c a i n s e r t a [ B].
Pergamena in cattivo stato di conservazione. L’inchiostro risulta sbiadito nella parte iniziale del documento e per tutto il margine sinistro a causa dell’umidità.
Notaio rogatario: Gabriele Panetta.
19.
1645 gennaio 9, Matera.
Giovanni Donato Cipilla, abitante in Matera, dona ai frati di San Domenico della stessa città, rappresentati dal padre baccelliere Giovanni Sinerchia, una grotta di sua proprietà, sita nel Sasso Barisano, nel rione di San Cataldo, per la quale percepiva ducati annui venticinque dal Capitolo di San Giovanni Battista di Matera.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 18 [A].
Pergamena in discreto stato di conservazione. Leggero sbiadimento dell’inchiostro. Lungo il margine sinistro sono evidenti alcune rosicature di topi e macchie scure dovute all’umidità.
Notaio rogatario: Flaminio d e H e r c u l e.
20.
1649 maggio 3, Matera.
Contratto di compravendita di alcune terre site in territorio di Matera, nelle località Matina grande e Camastra, tra i frati di San Domenico della stessa città e [...]
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 19 [A].
Pergamena in cattivo stato di conservazione. In alto, al centro, vi è un ampio foro dovuto a rosicatura di topi che impedisce una completa lettura del documento. In basso, a sinistra, si riscontra un taglio triangolare con conseguente asportazione della membrana.
Notaio rogatario: Nicola Vito d e H e r c u l e.
21.
[1658, Matera].
Giovanni Battista Spinola, arcivescovo di Matera, concede al suddiacono Antonio Gattini della stessa città, il beneficio laicale istituito da Cataldo e Berlingerio de Zaffaris sulla cappella del SS. Sacramento, resosi vacante per la morte del sacerdote Giovan Battista Groia.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 20 [A].
Pergamena in cattivo stato di conservazione e privo della parte inferiore. Inchiostro sbiadito per difetto di concia della membrana.
22.
1679 dicembre 2, Matera.
Antonio del Rio, arcivescovo di Matera e Acerenza concede un beneficio laicale sotto il titolo di San Pietro
d e M o r r o n i b u s a Pietro di Turi, prete della città di Matera.
O r i g i n a l e, Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura, Fondo nuove pergamene, 21 [A].
Pergamena in cattivo stato di conservazione. In basso, a sinistra, è visibile una lacuna nella membrana, di forma oblunga, dovuta all’azione dei tarli. In alto, a sinistra
Notaio rogatario: Flaminio d e H e r c u l e.
FONTE: GIUSEPPE PUPILLO, Regesti dei documenti del "Terzo fondo pergamenaceo" dell'A.B.M.C. di Altamura, in «Altamura», n. 42, 2001
Nel 1993, l’A.B.M.C. di Altamura ha arricchito il suo archivio con una nuova raccolta di documenti pergamenacei che si è aggiunta a quella ceduta all'ente dal Comune di Altamura e ad un’altra depositata dal conte Celio Sabini. Questa collezione è stata classificata come "terzo fondo pergamenaceo".
Esso si compone di ventitré documenti che si collocano cronologicamente tra il 16 luglio 1414 e il 2 dicembre 1679 e sono ancora inedite.
Ventuno pergamene di questo fondo sono state acquistate dal Comune di Altamura e versate all’A.B.M.C. nel rispetto della convenzione stipulata tra i due enti il 17 luglio 1951, una è stata donata ed un’altra acquistata sul mercato antiquario.
La collezione apparteneva al prof. Vincenzo Luisi, proprietario della libreria antiquaria “Peucetia”, con sede in Giovinazzo, il quale lo aveva regolarmente acquistato dai canali del mercato antiquario nella zona di Foggia. Un primo esame ed una veloce lettura delle pergamene stabilirono che molte di queste contenevano atti notarili rogati in Altamura e Matera e riguardavano cittadini e località di questi due centri.
Alla luce di ciò, risultò evidente fin dall’inizio che sarebbe stato quasi impossibile stabilire con certezza l’archivio di provenienza dei documenti.
Tabella dei notai rogatari, sede di attività, numero del regesto del relativo documento.
| Nome del notaio | Sede di attività | Num. del regesto |
| Lorenzo di Costantino | Altamura | 1 |
| Antonio di Angelo di Costanza | Matera | 2 |
| Criistoforo de Maganziis | Milano | 2 bis |
| Nicola di Matera | Matera | 4 |
| Angelo di Pietro notaio | Altamura | 5 |
| Paolo di Pomarico | Miglionico | 6 |
| Andrea de Pascarellis | Matera | 7 |
| Pietro de Soxiis | Matera | 8 |
| Pietro Paolicelli o de Paulicellis | Matera | 9, 12 |
| Evangelista de Musto | Taranto | 10 |
| Antonio de Burgo | Pavia | 11 |
| Nicola di Giovanni Ioculano | Matera | 13, 14, 15 |
| Leonardo Labella | Matera | 17 |
| Gabriele Panetta | Matera | 18 |
| Flaminio de Hercule | Matera | 19 |
FONTE: GIUSEPPE PUPILLO, Regesti dei documenti del "Terzo fondo pergamenaceo" dell'A.B.M.C. di Altamura, in «Altamura», n. 42, 2001
Nel 1949, alla costituzione dell'A.B.M.C., il conte Celio Sabini versò al nascente ente la raccolta di pergamene di proprietà del suo defunto padre, conte Michele, che prima di lui aveva accarezzato l'idea di creare un'associazione in grado di raccogliere tutto il materiale, bibliografico, archivistico e museale di interesse altamurano, per conservarlo, evitarne la dispersione e metterlo a disposizione degli studiosi.
Le 32 pergamene, tra cui un frammento di un evangelario in scrittura beneventana del sec. XI (?), furono fatte restaurare dal conte Celio Sabini e leggere dal prof. Presutti dell'Archivio Vaticano, che ne redasse un elenco e, per ciascun documento, un breve regesto.
Elenco delle pergamene con riferimento all'edizione documentaria
| Data | Contenuto | Edizione |
| sec. XI | Evangelario in scrittura beneventana | CDB XII, n. 2 |
| 1364 ottobre 17, Montella |
Filippo principe di Taranto ordina ai suoi ufficiali che siano rispettati i privilegi dell'Università di Altamura |
CDB XII, n. 201 |
| 1368 maggio 4, Napoli |
Filippo principe di Taranto riconosce all'Università di Altamura il possesso del suo territorio e del casale di Fornello contesi dalla vicina Gravina |
CDB XII n. 204 |
| 1392 agosto 13, Lecce |
Raimondo Orsini del Balzo, conte di Lecce e signore di Altamura, concede ai possessori di vigne di questa città una riduzione delle tasse da pagare |
CDB XII n. 233 |
| 1465 novembre 19, Altamura |
Copia legale della concessione di alcuni privilegi concessi agli altamurani con istrumenti del 1464 gennaio 22 e 1465 maggio 26 |
inedito |
| 1471 settembre 6, Altamura |
Contratto dell'Università di Altamura con quella di Toritto circa i diritti di pascolo e di acqua |
CDB XII n. 318 |
| 1483 luglio 19, Castel Garagnone |
Il nobile Federico Teutonico, a nome dell'Università di Altamura, protesta e dichiara che i cittadini di questa città avevano diritto di pascolo e di spiga in tutto il territorio del Garagnone |
CDB XII n. 351 |
| 1487 marzo 6, Napoli | Conferma richiesta dall'Università di Altamura di un capitolo contenuto nell'atto di vendita della città a Pirro del Balzo |
CDB XII n. 360 |
| 1488 gennaio 29, Altamura |
Copia legale dei privilegi e grazie concessi in vari tempi dai Sovrani angioini, durazzeschi, aragonesi e da altri principi alla Università di Altamura |
CDB XII n. 364 |
| 1492 novembre 13, Castellaneta |
Copie legali di regie lettere del 1491 ottobre 26, 1492 novembre 20, e 1486 settembre 25, rilasciate a favore della città di Altamura a richiesta di Federico d'Aragona |
CDB XII n. 371 |
| 1503 gennaio 27, Altamura |
Copia legale del privilegio concesso da Lione il 1502 ottobre 21 all'Univesità di Altamura dal suo principe Ludovico di Lussemburgo |
CDB XII n. 453 |
| 1517 luglio 6, [...] | Contratto dotale | inedito |
| 1533 dicembre 18, Taranto |
Indulto concesso all'Universitò di Altamura che non aveva voluto alloggiare le truppe del regio capitano Francesco Ruys |
inedito |
| 1535 | Copie legali di alcuni documenti riguardanti Goffredo Mascaroni | inedito |
| 1536 novembre 16, Napoli |
Dichiarazione di debito della città di Altamura | inedito |
| 1547 marzo 17, Castel Garagnone |
Protesta contro il castellano del Garagnone | inedito |
| 1555 novembre 6, Gravina |
Istrumento notarile per l'affitto alla contrada "Scolcara" in territorio di Altamura |
inedito |
| 1609 febbraio 13, Altamura |
Collazione da parte del Vicario Apostolico di Altamura della cappellania di San Giovanni |
inedito |
| 1610 marzo 15, Altamura |
Contrazione di un mutuo da parte dell'Università di Altamura | inedito |
| 1630 dicembre 2, Altamura |
Istrumento notarile di vendita | inedito |
| 1650 giugno 30, Altamura |
Imposizione di un canone per due vigneti | inedito |
| sec. XVII | Anniversario chiesastico per commemorazione di defunti; 2° semestre |
inedito |
| 1675 ottobre 6, Roma | Diploma del Cappellano Maggiore di nomina di D. Giuseppe Filo, arcidiacono della città di Altamura, a Protonotario apostolico |
inedito |
| sec. XVII | Costituzione di dote | inedito |
| 1623 dicembre 3, Roma |
Bolla di Innocenzo XII per la nomina di don Paolo Populitio a Primicerio della collegiata di Altamura |
inedito |
| 1676 marzo 21, Roma |
Copia di un breve di Clemente X contenente l'investitura del beneficio ecclesiastico sulla Cappella di Santa Croce nella città di Bitonto a favore di Nicolantonio Filo, familiare e commensale domestico |
inedito |
| 1718 maggio 18, Roma |
Diploma dottorale in Diritto canonico e civile del conte Bisanzio Filo della città di Altamura |
inedito |
| 1727 (o 1729) maggio 29, Napoli |
Decreto della Regia Camera della Sommaria di riconoscimento alla città di Taranto dei privilegi concessi negli anni 1464, 1465, 1517 ed esibiti il 1728 maggio 17 nella Curia Principale di Altamura |
inedito |
| 1733 maggio 5, Roma | Bolla del pontefice Clemente XII con cui nomina Massenzio Filo di Altamura arcidiacono della Chiesa di Castellaneta |
inedito |
| s.d. | Istrumento di Francesco Ciccarello notaio | inedito |
FONTE: ANGELANTONIO GIANNUZZI, Le Carte di Altamura (1232-1502), in «Codice Diplomatico Barese (C.D.B.)», XII, 1935.
Le pergamene del Comune di Altamura furono cedute al Museo Civico (fondato il 6 giugno 1890 per volontà dell'allora amministrazione comunale e per il forte impegno di alcuni illustri cittadini) il 2 dicembre 1893.
Dopo lo scioglimento di questa istituzione avvenuta nel 1909, questo importante fondo ritornò al Comune che il 12 dicembre 1942, per ragioni belliche, lo trasferì in deposito "perpetuo" presso l'Archivio di Stato di Bari.
Solamente grazie agli sforzi del conte Celio Sabini, degli amministratori dell'A.B.M.C., alla buona volontà del direttore dell'archivio barese e al nulla-osta concesso dal ministro alla Pubblica Istruzione, nel 1949 il Comune di Altamura rientrò in possesso delle sue pergamene che successivamente furono trasferite all'A.B.M.C.
Elenco delle pergamene con riferimento all'edizione documentaria
| Data | Contenuto | Edizione |
| 1243 febbraio 12, Melfi |
Delimitazione del territorio di Altamura per disposizione dell'imperatore Federico II di Svevia |
CDB XII, n. 2 |
| 1364 novembre 4, Venosa |
Filippo principe di Taranto ordina che siano ripristinati i confini di Altamura dopo le violazioni commesse dagli uomini di Gravina |
CDB XII, n. 202 |
| 1371 luglio 30, Altamura |
Filippo principe di Taranto esenta gli altamurani possessori di vigne dal pagamento di dieci grana a rasola |
CDB XII n. 207 |
| 1374 marzo 6, Napoli | La regina Giovanna I d'Angiò conferma alla città di Altamura tutti i privilegia già goduti in passato |
CDB XII n. 209 |
| 1374 marzo 8, Napoli | La regina dà ordine agli ufficiali di Terra di Bari di condonare alla città di Altamura 15 delle 60 once annue da versare come risarcimento per i danni subiti per le guerre, la pestilenza ed il brigantaggio |
CDB XII n. 210 |
| 1374 marzo 8, Napoli | Giovanna I concede agli altamurani il perdono per i reati commessi negli anni precedenti |
CDB XII n. 211 |
| 1374 ottobre 29, Napoli |
Giovanna I ordina agli ufficiali di Terra di Bari di condonare alla città di Altamura tutti i residui delle collette e imposizioni dovute sino all'anno precedenteprecedenti |
CDB XII n. 212 |
| 1382 giugno 11, Napoli |
Carlo III d'Angiò conferma agli altamurani i privilegi di pascolo, acqua e legna nel territorio di Matera, già concessi dai sovrani precedenti |
CDB XII n. 225 |
| 1405 ottobre 24, Napoli |
Re Ladislao conferma agli altamurani gli stessi privilegi già concessi da Carlo III |
CDB XII n. 240 |
| 1406 maggio 25, campo presso Taranto |
Re Ladislao, con atto di clemenza, perdona agli altamurani per i delitti di fellonia commessi nel seguire le parti del fu Raimondello Orsini del Balzo, principe di Taranto, di Maria d'Enghien e dei loro figli, suoi nemici. |
CDB XII n. 241 |
| 1406 maggio 25, campo presso Taranto |
Per premiare il ritorno dell'Università di Altamura alla fedeltà regia, Ladislao le condona il pagamento di alcune tasse |
CDB XII n. 242 |
| 1406 maggio 26, campo presso Taranto |
Re Ladislao riduce l'annua colletta dovuta da Altamura da 45 a 30 once |
CDB XII n. 243 |
| 1410 giugno 19, Napoli |
Re Ladislao conferma all'Università di Altamura il diritto di acqua, erba e legna nel territorio di Acquaviva |
CDB XII n. 253 |
| 1414 settembre 10, Napoli |
Giovanna II conferma ad Altamura tutti i privilegi già concessi dai suoi predecessori |
CDB XII n. 255 |
| 1437 marzo 6, Ceppaloni |
Il re Alfonso I rilascia 7 once e 15 tarì sulla somma dovuta per colletta dall'Università di Altamura |
CDB XII n. 270 |
| 1458 febbraio 22, Capua |
Istrumento del re Ferdinando IINEDITO | |
| 1463 dicembre 10, castello di Nardò |
Ferdinando I, per premiare la fedeltà di Altamura, conferma alla città una serie di capitoli e grazie concesse dai suoi predecessori |
CDB XII n. 289 |
| 1464 gennaio 22, Altamura |
Ferdinando I approva alcuni capitoli presentati dall'Università di Altamura |
CDB XII n. 293 |
| 1464 settembre 8, Vasto Aimone |
Ferdinando I ordina a suo figlio Federico e agli altri ufficiali di non procedere coercitivamente contri gli altamurani per riscuotere le collette |
CDB XII n. 297 |
| 1465 maggio 26, Napoli |
Ferdinando I ordina a suo figlio Alfonso e agli altri ufficiali di rispettare le immunità concesse agli altamurani e soprattutto al nobile Spirito connestabile di pedoni |
inedito |
| 1466 novembre 20 Castelnuovo di Napoli |
Ferdinando I ordina ai suoi figli di non molestare i cittadini di Altamura |
CDB XII n. 308 |
| 1467 aprile 19, Castelnuovo di Napoli |
Ferdinando I ordina ai suoi figli di non molestare gli altamurani per i beni predati durante la lotta col principe di Taranto, essendo intervenuto l'indulto |
CDB XII n. 309 |
| 1467 aprile 19, Castelnuovo di Napoli |
Il re Ferdinando I conferma gli usi e i privilegi già goduti dai cittadini di Altamura |
CDB XII n. 310 |
| 1467 giugno 30, Altamura |
Copia legale del diploma di Ferdinando I del 19 aprile 1467 col quale il sovrano ribadiva il privilegio concesso dal principe di Taranto agli altamurani d'essere trattati dappertutto come cittadini |
inedito |
| 1467 giugno 30, Altamura |
Altra copia legale dello stesso tenore di quello precedente | CDB XII n. 311 |
| 1469 aprile 14, Napoli | Ferdinando I conferma il privilegio di cittadinanza generale degli altamurani e la riduzione della tassazione |
CDB XII n. 314 |
| 1469 settembre 18, Castelnuovo di Napoli |
Ferdinando I ordina l'osservanza delle grazie concesse all'Università di Altamura |
CDB XII n. 315 |
| 1470 gennaio 1, Canosa |
Ferdinando I approva le richieste dell'Università di Altamura e le conferisce il privilegio di civiltà |
CDB XII n. 317 |
| 1471 novembre 12, Castelnuovo di Napoli |
Ferdinando I annulla la nomina di Assessore nella città di Altamura del nobile Bartolomeo Longo da lui precedentemente fatta e riconosce le ragioni degli altamurani |
CDB XII n. 320 |
| 1479 ottobre 3, Aversa |
Ferdinando I nomina Giacomo de Cuncto di Amalfi, capitano di Trani, di inquisire sull'operato dell'ex capitano di Altamura, Matteo Capuano di Manfredonia |
CDB XII n. 335 |
| 1481 aprile 18, Matera |
Ferdinando I conferma all'Università di Altamura i privilegi di civiltà |
CDB XII n. 338 |
| 1483 febbraio 27, Napoli |
Ferdinando I, in seguito alla vendita della città di Altamura fatta a Pirro del Balzo, conferma a questa tutti i privilegi e le immunità di cui godeva |
CDB XII n. 349 |
| 1483 luglio 23, Napoli | Conferma del diploma precedente | CDB XII n. 352 |
| 1496 settembre 13 | Ferdinando II, su richiesta di Federico d'Aragona, conferma all'Università di Altamura tutti i privile e le grazie di cui godeva |
CDB XII n. 380 |
| 1510 giugno 25, Castelnuovo di Napoli |
Istrumento del vicerè Raimondo di Cordova | inedito |
| 1510 agosto 4, Napoli | Istrumento del giudice Antonio de Maste di Napoli | inedito |
| 1512 dicembre 18, Lione |
Istrumento del re Ferdinando il Cattolico | inedito |
| 1516 settembre 30, Bruxelles |
Istrumento di Carlo V e Giovanna | inedito |
| 1525 dicembre 20, Toledo |
Istrumento di Carlo V | inedito |
| 1560 maggio 10, Toledo |
Istrumento di Filippo II d'Austria | inedito |
| s.d. | Istrumento del notaio Pirro Giovanni de Nigro | inedito |
FONTI: CELIO SABINI, Origine e vita dell' «Archivio Biblioteca Museo Civico», in «Altamura», n. 6, 1959.
GENNARO MARIA PUPILLO, Conservare nella memoria dei posteri gli uomini, i fatti e le cose meritevoli pertinenti a questo Comune:la nascita del Museo Civico di Altamura, Tesi di laurea, a.a. 2002-2003.
ANGELANTONIO GIANNUZZI, Le Carte di Altamura (1232-1502), in «Codice Diplomatico Barese (C.D.B.)», XII, 1935.

Pergamena della confinazione di Altamura - Febbraio 1243
L'A.B.M.C. conserva n. 105 pergamene che coprono un arco di tempo che va dal 1243 a tutto il XVIII secolo.
Sono così suddivise:
Primo fondo pergamenaceo n. 41
Secondo Fondo pergamenaceo n. 32
Terzo Fondo Pergamenaceo n. 22
Pergamene sciolte n. 10
Archivio storico del Comune di Altamura
Primo fondo pergamenaceo (n. 41)
Libri di privilegi n. 2 (tra cui il Libro rosso di Carlo V d'Asburgo)
Manoscritti sul 1799
Spartiti originali del musicista altamurano Saverio Mercadante n. 2
Manoscritti di Recchia
Autografi di varie personalità
Manoscritto dello scienziato altamurano Luca de Samuele Cagnazzi
Archivio dell'A.B.M.C.
Secondo fondo pergamenaceo (famiglia Sabini) (n. 32)
Terzo fondo pergamenaceo (n. 22)
Pergamene sciolte (n. 10)
Fondo Serena
Fondo Sabini
Fondo Melodia
Fondo Cagnazzi
Fondo Di Fonzo
Fondo Fenice Chironna
Fondo Priore
Fondo Giannuzzi
Fondo Tragni
Fondo Franovic
Fondo Cusani
Fondo Marvulli
Fondo Lerario
Fondo Società di Mutuo Soccorso
Fondi vari (di minore consistenza)
Archivio fotografico (oltre 300 pezzi)
Spartiti musicali (XVIII-XIX sec.)
Autografi di personaggi vari
Platee dei beni di istituzioni ecclesiastiche (XVIII sec.)
Carte, mappe, stampe (XVIII-XX sec.)
Disegni architettonici
Il nucleo originario dell'archivio era composto da quello storico comunale, custodito fin dalla fine dell'Ottocento presso il locale Museo civico.
La raccolta dei documenti si è notevolmente arricchita per il continuo apporto di donatori privati, di enti pubblici e, naturalmente, attraverso i frequenti acquisti fatti dall'Ente.
L'archivio accoglie il fondo pergamenaceo del Comune di Altamura (tra cui il documento più antico è il decreto di confinazione del territorio altamurano emanato da Federico II di Svevia nel 1243), quello della famiglia Sabini e migliaia di documenti cartacei, provenienti da raccolte private o dal mercato antiquario.
Tra i documenti storici che riguardano la città e la storia della Terra di Bari vanno menzionati il Libro Rosso o libro dei privilegi concessi dall'imperatore Carlo V d'Asburgo (1536), le platee dei beni dei monasteri soppressi (XVIII sec.), numerosissimi documenti cartacei di interesse storico locale, diversi spartiti di alcune composizioni del musicista altamurano Saverio Mercadante, tra cui l'Inno a Sant'Irene, molte opere manoscritte di altri musicisti della famiglia Festa.
All'archivio documentario si affiancano anche una importante fototeca storica, che testimonia gli eventi pubblici e privati di Altamura e dei suoi cittadini ed una ricca raccolta di piante topografiche, progetti di edifici pubblici realizzati da alcuni tra i più stimati tecnici altamurani vissuti nel XIX secolo.
Gran parte del materiale, però, non è schedato ed è consultabile solamente attraverso un registro d'inventario.
Possono diventare soci dell'A.B.M.C. le persone fisiche, giuridiche e di fatto che ne facciano domanda e che siano presentate da due Soci.
Non possono gli enti di diritto pubblico, fatta eccezione per il Comune di Altamura.
Lo statuto dell'ente prevede quattro categorie di soci:
Soci perpetui: le persone fisiche, giuridiche e di fatto che donano "una tantum", almeno ...... Ogni socio perpetuo fa parte senza limitazione di tempo e di numero del Consiglio di Amministrazione (Titolo II, art. 10, lett. a) dello Statuto).
Soci vitalizi: le persone fisiche, giuridiche e di fatto che donano "una tantum" almeno .... (Titolo II, art. 10, lett. b) dello Statuto)
Soci ordinari o decennali: le persone fisiche, giuridiche e di fatto che versano materialmente - interessante l'archivio, la biblioteca, il museo civico - per un valore da... (Titolo II, art. 10, lett. c) dello Statuto)
Soci annuali: le persone fisiche, giuridiche e di fatto che versano annualmente Euro 15,00 (Titolo II, art. 10, lett. d) dello Statuto)
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L'idea di creare in Altamura un'importante istituzione culturale fu manifestata dal conte Celio Sabini in una lettera del 6 settembre 1946 indirizzata al prof. Francesco Lospalluto, docente di Latino e Greco presso il locale Liceo Ginnasio "Cagnazzi" e direttore onorario della Biblioteca Comunale di Altamura con la quale accompagnava un cospicuo dono di 1122 volumi e 562 fascicoli.
Il nobile mecenate auspicava la costituzione in Altamura di un Archivio Biblioteca Museo Civico” con lo scopo di:
L’idea si concretizzò nella sera del 4 novembre 1948.
Nella riunione tenutasi presso la Biblioteca Comunale cui convennero numerosi cittadini fu approvata la proposta avanzata dal conte Celio Sabini di fondare l’Archivio Biblioteca Museo Civico (A.B.M.C.) e veniva costituito un comitato per procedere alla legalizzazione del nascente Ente con atto rogato dal notaio Ferdinando Schifini in data 19 ottobre 1949.
L’A.B.M.C. si arricchì in poco tempo di volumi, documenti, reperti archeologici e museali, dipinti versati da numerosi privati ma anche dal Comune di Altamura che divenne socio perpetuo e con il quale l’A.B.M.C. stipulò nel 1951 una convenzione.
L’A.B.M.C. ha ottenuto il 6 dicembre 1963 dal Presidente della Repubblica il riconoscimento di Ente morale e il 12 giugno 1985 quello di Ente di interesse locale da parte della Regione Puglia.
Dal 1954 pubblica la rivista storica “Altamura”.
Archivio Biblioteca Museo Civico (A.B.M.C.)
Orario di apertura
L'A.B.M.C. segue il seguente orario:
Lunedì 9:00-13:00
Martedì 9:00-13:00 16:00-19:00
Mercoledì 9:00-13:00
Giovedì 9:00-13:00 16:00-19:00
Venerdì 9:00-13:00
Sabato: chiuso
Indirizzo e recapito telefonico
Piazza Zanardelli, 30 - 70022 Altamura (Bari)
Tel. e Fax 080.311 17 08
