Archivio Terzo fondo pergamenaceo

FONTI:
GIUSEPPE PUPILLO, Regesti dei documenti del "Terzo fondo pergamenaceo" dell'A.B.M.C. di Altamura, in «Altamura», n. 42, 2001
Trovati 22 documenti. Risultati dal n. 1 al n. 22

Data Contenuto Edizione
1414 luglio 16, Altamura Roberto di Giovanni di Agata di Matera, abitante in Altamura, vende a I o h a n n u c i o di Tricarico, di Matera, la metà di una vigna posta in territorio di Matera, in località Serra Rifusa per la somma di un’oncia e quindici tarì. Inedito
1428 febbraio 4, Matera Caterina, abitante in Matera, con il consenso di Silvestro di Martucio, suo padre e legittimo mundoaldo, cede a Donato di Giacomo la metà di una sala ereditata dalla defunta Lucrezia di Giovanni P i z a r e l l i, sita nella medesima città, nel pittagio della maggior chiesa, ricevendo in cambio tre casili diroccati, posti nel medesimo pittagio e la somma di tre once e quindici tarì. Inedito
1439 dicembre 11, Milano Alla presenza di Giovanni d e L a g u a r d a, console di giustizia di Milano, D o n i n a d e L a c l u x a, abitante in Porta vecchia, nella stessa città, figlia del defunto G a p i c u t i s di Giovanni, dottore in legge e vedova di Giovanni di Cazago, tutrice e curatrice delle figlie Caterina, detta Athilla, A n g e r i n a e M a l g a r i n a, col consenso di Elia d e L a c l u x a , suo agnato, fa compilare un inventario di tutti gli averi lasciati dal marito e consistenti in quattro parti su cinque di numerosi beni immobili con relativo valore, siti in varie zone della città e diversi beni mobili e oggetti di corredo. Inedito
1443 gennaio 13, Matera R u c c i a di Simone d e M i t a, abitante in Matera, giacendo inferma nella sua casa sita nel Sasso Caveoso della stessa città, nella contrada della chiesa di San Silvestro, avendo nominato suo erede universale il marito, mastro Nicola Abbate di Matera, lascia a Pietro d e C i m i n e l l o, prete della stessa città, la casa in cui abita, con tutte le sue pertinenze, una vigna alberata e un vignale di terra incolta poste nel territorio di Matera, in località F r a t t i n i s con l’obbligo di celebrare ogni settimana, in perpetuo, una messa in suffragio della sua anima e impegnando il marito e i suoi eredi, rimasti a godere dei beni suddetti, a versare annualmente al detto Pietro d e C i m i n e l l o, prete, la somma di sei tarì. Inedito
1446 settembre 15, Altamura Nella corte regia di Altamura, alla presenza di Francesco di N o h a di Lecce, dottore in legge e principale luogotenente, compare Nicola di Giacomo d e A m u l l o prete, sacerdote di Altamura, in qualità di procuratore ed economo del monastero di Santa Maria Nova di Matera, il quale contesta a Martino di Giacomo di Marinella, abitante in Altamura, il possesso di due appezzamenti di terra siti in territorio di Matera, in località La Rossa, i quali, dopo gli accertamenti del caso, vengono restituiti al suddetto monas Inedito
1475 dicembre 20, Miglionico Colella, vedova di Mangerio di Roberto notaio, abitante in Miglionico, con il consenso di Antonio, suo figlio e Francesco di Giovanni prete, suoi legittimi mundoaldi, vende a Nardo d e G u r r i s i o notaio, della medesima città, un appezzamento di terreno, sito in territorio di Miglionico, in località P l a n e S t h e r t i n e al prezzo di un’oncia e dieci tarì. Inedito
1484 maggio 17, Matera Giovanni P a p p a l (e r) r a, regio capitano di Matera, in seguito alla richiesta avanzata da Giovanni di Monteleone, prete, cappellano dell’arcivescovo di Matera e Acerenza, conferma le disposizioni contenute in un documento di Ferdinando, re di Sicilia, a lui presentato dal richiedente, e ordina che lo stesso sia rimesso in possesso di quei benefici usurpati ingiustamente da Donato di Scalcione, di Matera. Inedito
1501 gennaio 17, Matera Giovanni Paolo Pirro, dottore di Taranto, concede alla moglie Isabella, figlia di Giovanni Brancali di Matera, il m o r g i n c a p, consistente nella quarta parte di tutti i suoi beni mobili ed immobili. Inedito
1502 giugno 14, Matera Eustasio di Donato di T e r r a m i n i c h i l o, abitante in Matera, vende a Battista Melvindi della stessa città, un vigneto con alcuni alberi, sito in territorio di Matera, in località S. Maria d e B a l e a, per la somma di cinque once. Inedito
1505 giugno 25, Taranto Gesmundo di Marco abitante in Montemurro si impegna a versare la rimanente somma di 264 ducati a Battista Melvindi di Matera sul prezzo d’acquisto di 346 ducati di una certa quantità di vacche, prima di lasciare la terra di Massafra, nella quale si sarebbe recato. Inedito
1517 agosto 1, Pavia Verbali delle sedute del processo celebratosi il 27 e il 31 luglio dello stesso anno presso il tribunale di Pavia, alla presenza di Giacomo Altamura, vicegovernatore e luogotenente del magnifico Aloisio Dars, governatore di quella città, nel quale Angelello d e V i s o, abitante in Matera, aveva citato in giudizio presso quella corte Battista Melvindo, di Matera, assente, ma rappresentato da Bernardo d e V i l l a n i s, procuratore di Pavia; non essendosi presentato il citato Angelello, nel termine stabilito di tre giorni, lo si condanna in contumacia al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni nei confronti di Battista Melvindo, che viene sciolto dall’obbligo di presentarsi presso quel tribunale. Inedito
1519 maggio 17, Matera Donatello d e A n g e l i s a, abitante in Matera, vende ad Andrea di Guglielmo di Gualtiero una costruzione agricola circondata da muro e la metà di un suolo antistante, siti in Matera, nel pittagio della maggior chiesa, al prezzo di sette once e venti tarì, computati sessanta carlini per oncia. Inedito
1591 aprile 22, Matera Su richiesta di Donato Gattini di Matera, alla presenza del governatore di quella città e di numerosi testimoni, viene aperto il testamento della defunta Artemisia de Angelis, moglie di Fabrizio Saliceto, di Matera, che istituisce suoi eredi universali i figli Donato e Silvestro Gattini, obbligandoli a provvedere alla sua sepoltura e a far celebrare messe in suffragio della sua anima e di quella del defunto Scipione Gattini, suo figlio; nomina, inoltre, usufruttuario dei suoi beni dotali, vita natural durante, il marito Fabrizio Salic Inedito
1591 maggio 24, Matera Camilla Gattini, abitante in Matera, sentendosi prossima alla morte, nomina erede universale suo fratello Silvestro con l’obbligo delle esequie. Inedito
1591 maggio 25, Matera Nicola di Giovanni Ioculano, pubblico notaio di Matera, accogliendo la richiesta avanzata da Pietro de Angelis che agisce in nome e per conto del fratello Gregorio, alla presenza del giudice ai contratti e di numerosi testimoni, rilascia copia autentica di un atto rogato in Matera il 1508 agosto 16 dal defunto notaio Rainaldo di Stefano, della medesima città, riguardante la divisione di alcuni beni immobili tra i defunti Antonello di Giacomo de Angelis e Giovanni, suo fratello. Inedito
1602 dicembre 20, Roma Breve del protonotario apostolico Marcello Lante indirizzato al Capitolo metropolitano di Matera. Inedito
1613 febbraio 20, Matera Verbale di ricognizione di alcuni beni immobili siti in Matera effettuata su richiesta di Giulia Melvindi, moglie del defunto Silvestro Gattini e tutrice dei suoi figli. Inedito
1620 gennaio 15, Matera Gabriele Panetta, pubblico notaio di Matera, su richiesta di Gregorio Papaleone e Orazio dello Morello, rispettivamente priore e procuratore della cappella del SS. Rosario della medesima città, rilascia copia autentica di un documento rogato il 1600 gennaio 5 in Matera dal defunto notaio Carlo Spinelli, riguardante la concessione di un prestito di cinquanta ducati ai fratelli Giovanni Antonio e Simmino de Viglianno, prelevati dalla dotazione della citata cappella. Inedito
1645 gennaio 9, Matera Giovanni Donato Cipilla, abitante in Matera, dona ai frati di San Domenico della stessa città, rappresentati dal padre baccelliere Giovanni Sinerchia, una grotta di sua proprietà, sita nel Sasso Barisano, nel rione di San Cataldo, per la quale percepiva ducati annui venticinque dal Capitolo di San Giovanni Battista di Mat Inedito
1649 maggio 3, Matera Contratto di compravendita di alcune terre site in territorio di Matera, nelle località Matina grande e Camastra, tra i frati di San Domenico della stessa città e [...] Inedito
[1658, Matera] Giovanni Battista Spinola, arcivescovo di Matera, concede al suddiacono Antonio Gattini della stessa città, il beneficio laicale istituito da Cataldo e Berlingerio de Zaffaris sulla cappella del SS. Sacramento, resosi vacante per la morte del sacerdote Giovan Battista Groia. Inedito
1679 dicembre 2, Matera. Antonio del Rio, arcivescovo di Matera e Acerenza concede un beneficio laicale sotto il titolo di San Pietro d e M o r r o n i b u s a Pietro di Turi, prete della città di Matera. Inedito




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GIUSEPPE PUPILLO, Regesti dei documenti del "Terzo fondo pergamenaceo" dell'A.B.M.C. di Altamura, in «Altamura», n. 42, 2001